Incontro per il quarantennale della Legge Basaglia

Anche se in ritardo, volevamo fare dei ringraziamenti per l’incontro del 23 maggio sul quarantennale della legge Basaglia. Innanzitutto ringraziamo la Palestra Lupo che ci ha ospitato per potere svolgere il nostro incontro. Poi ringraziamo Natale Adornetto e Giuseppe Bucalo per aver messo a disposizione le loro conoscenze frutto di anni di attivismo antipsichiatrico, senza le loro esperienze e competenze tecniche in merito, nonostante ci sta a cuore questa causa, non avremmo potuto intavolare una discussione come quella che c’è stata che speriamo sia servita ad aprire gli occhi su una problematica che forse molti nemmeno si immaginavano. Inoltre ringraziamo le tante persone che sono venute al nostro incontro e hanno partecipato al dibattito finale. Nonostante non abbiamo avuto le possibilità di pubblicizzare meglio l’evento con locandine per la città ci ha piacevolmente stupito vedere così tanti presenti interessati a una così difficile tematica. Visto l’attenzione che questa visione antipsichiatrica ha ricevuto siamo disposti, con chi è interessato Catania, a programmare una condivisa campagna informativa locale a partire da settembre. Nel nostro Comunicato d’Intenti infatti abbiamo specificato la nostra disponibilità a collaborare anche con chi non è libertario o anarchico fondando comitati di base specifici o semplicemente facendo cose utili e pratiche in collaborazione con gli individui o le realtà che vogliono spendersi per le tante problematiche da cui siamo purtroppo circondati. L’antipsichiatria sappiate che è una delle tante lotte che vorremmo abbracciare. Per chi a Catania desidera avere libri di Giuseppe Bucalo o sulla cultura e il movimento libertario ci contatti in privato, in questa fase la vendita di libri su queste tematiche è di prezioso sostegno per il Laboratorio Libertario Landauer a cui siete invitati a partecipare nelle modalità a voi più confacenti sempre contattandoci sulla nostra pagina in attesa di fare un sito tutto nostro e chissà trovarci prima o poi anche una possibile sede una volta raggiunto un numero adeguato di sostenitori.
Un caro saluto a tutti
Alla prossima iniziativa!

UN INDIVIDUO NON È LIBERO SE CURATO MA È CURATO SE LIBERO

Già da prima della costituzione del Laboratorio Libertario Landauer, come individualità ci siamo da anni interessati ad approfondire e a promuovere la spinosa questione antipsichiatrica. Questo mese ricorrono i quarant’anni della legge Basaglia ed abbiamo accolto la proposta di Natale Adornetto (psicologo che da anni si spende generosamente nella divulgazione antipsichiatrica) decidendoci ad organizzare assieme a lui questa iniziativa, coinvolgendo anche Giuseppe Bucalo, che è stato tra quei pochi che in Italia si sono occupati di scrivere interessanti e coraggiosi libri su questo argomento, oltre ad essere presidente dell’associazione Penelope e promotore del Comitato d’Iniziativa Antipsichiatrica.
Abbiamo ritenuto quindi molto utile organizzare un incontro su questo tema perché le varie controversie legate alla psichiatria svelano in maniera cruda i limiti e le derive delle nostre sedicenti democrazie. Inoltre, numerosi anarchici e libertari sono parte attiva di questo movimento antipsichiatrico, oltre ad essere stati purtroppo anche in vari casi vittime della psichiatria, che spesso è stata ed ancora viene utilizzata come forma di repressione politica verso varie forme di dissenso e verso diversi modi di intendere e vivere la propria esistenza. Ancora oggi quasi solo gli addetti del settore, le famiglie e i soggetti colpiti dalla psichiatria conoscono le vere condizioni molto critiche esistenti, e si rischia di far rimanere nell’ombra decenni di abusi e coercizioni specie ora che per la ricorrenza di questo quarantennale viene osannata la legge 180 come una conquista anche tramite studi, articoli, convegni e conferenze in tutta Italia.
Per noi è doveroso quindi rimarcare pubblicamente come la legge Basaglia, nonostante le sincere aspirazioni e i grandi sforzi iniziali, non è riuscita a chiudere in Italia un capitolo così tragico della storia umana. Natale Adornetto e Giuseppe Bucalo in questo incontro ci esporranno gli aspetti tecnici legati agli abusi che la psichiatria ha perpetuato sia prima che dopo la legge 180. Noi come Laboratorio Libertario Landauer faremo una nostra analisi sociale e politica sulla questione. Una società ancora profondamente fondata sul pesante ricatto della coercizione salariale, della competizione e del convenzionalismo assume dei ritmi disumani che non tutti riescono a sostenere, cadendo prima vittima dell’esclusione sociale per poi dopo finire nelle grinfie della psichiatria. Nella nostra analisi ci teniamo a precisare che nella maggior parte dei casi il disagio mentale ha origini dalla disuguaglianza e dall’ingiustizia sociale su cui strutturalmente è illiberalmente organizzata questa società fondata sul “Consuma Produci e Crepa”.
La crisi economica e sociale che sempre più stiamo vivendo non solo fa aumentare questo disagio ma rende più vulnerabili le famiglie e gli organi sociali che potrebbero fornire soccorso dando invece man libera alla sperimentazione di isole di totalitarismo psichiatrico dove l’individuo viene confinato in prigioni chimiche senza possibilità di reale recupero. Noi non confidiamo nelle leggi e nelle istituzioni per arginare il male che loro stesse creano avvalendosi anche di una cultura dominante che invece persino stigmatizza come antisociali e sovversive quelle visioni che potrebbero salvare l’umanità dal baratro. Come Laboratorio Libertario Landauer crediamo fermamente che solo la vera giustizia e la libertà conquistata dal basso con una profonda riorganizzazione sociale può estirpare le cause collettive di questi mali, e nei casi più particolari almeno può permettere un modo migliore e umano di affrontare determinate problematiche. Per far ciò, è fondamentale una critica radicale e libertaria dell’esistente e grazie ad essa trovare un modo di risanare le nostre comunità nel rispetto di ogni individuo, radunando dal basso le forze e risorse necessarie, non per mettere una stampella a questo sistema che produce tanta oppressione e servitù volontaria, ma per costruire collettivamente alternative vere.

COMUNICATO NO MUOS – SULLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE A SIGONELLA DEL 21/04/2018

COMUNICATO NO MUOS – SULLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE A SIGONELLA DEL 21/04/2018

Il 21 aprile in centinaia internazionalisti contro le guerre davanti alla portaerei USA di Sigonella
Le basi militari non sono sacre e intoccabili: la lotta non si arresta

Come movimento No MUOS ci siamo mobilitati arrivando fino alla Base Militare U.S.A. di Sigonella in risposta alla grande escalation bellica che ha visto come protagonista principale la Sicilia (col mortifero triangolo di basi militari di Sigonella, Niscemi e Augusta) nell’ultimo attacco in Siria orchestrato dal governo americano.
Nonostante la macchina della repressione, nonostante le disastrate condizioni di strade e autostrade di una Sicilia al collasso per favorire un’economia guerrafondaia e nonostante i tempi brevi che disponevamo per dare una significativa risposta, sono state presenti centinaia di manifestanti da tutta l’isola (e non solo).
Da anni denunciamo pubblicamente i grandi pericoli connessi alle politiche militariste e imperialiste rompendo la narrazione menzognera di un Italia neutrale impiegata in innocue missioni di “pace”. Tali missioni militaritolgono puntualmente le risorse territoriali e sociali, impoverendo la nostra economia e la nostra dignità, incidendo drammaticamente sul destino di popolazioni lontane che sono poi costrette a scappare dalle loro terre, dove i governi occidentali invece di portare democrazia vanno a portare guerra, morte, distruzione e ingiustizia.
Uno dei pericolo più grandi oggi, oltre alla rassegnazione, è la totale deviazione delle informazioni che subiamo dai vertici dei mass media. Da anni proviamo a smascherare questo apparato di menzogne mostrando la vera immagine della occupazione militare U.S.A in Sicilia.
Andando a Sigonella abbiamo ancora una volta dimostrato che non è vero che “Le basi militari sono sacre e intoccabili”, portando simbolicamente la nostra solidarietà a quelle popolazioni della Siria, del Rojava, della Palestina e di tutte quelle altre parti del mondo dove si subiscono attacchi interni o esterni che impediscono reali processi di autodeterminazione.
Crediamo nella possibilità di costruire percorsi aperti, affinché l’ostilità ad ogni base militare diventi popolare e si trasformi in azione concreta, incoraggiando la sana diffidenza che ogni popolo oppresso prova nei confronti di ogni divisa, recinto e confine.
Come movimento NO MUOS reputiamo quindi la giornata del 21 aprile un ulteriore passo avanti di una mobilitazione ampia, che vede protagoniste diverse realtà e individui che si coordinano in una lotta di resistenza, facendo di ogni diversità di pratiche e visioni una ricchezza, credendo fermamente che solo unendo la nostra lotta con quella dei No TAV, NO TAP, NO SNAM, delle compagne e dei compagni nelle ZAD in Francia, e di chi in tutto il mondo lotta contro lo sfruttamento dei territori e l’oppressione dei popoli, si possa uscire dall’immobilismo.
Teniamo vivo in questo Sud del mondo un importante riferimento, che ha dimostrato essere sia popolare e sia pronto a portare avanti un percorso radicale con spirito di solidarietà internazionalista, in difesa di ogni popolazione colpita da guerre e interessi transnazionali, multinazionali, capitalisti.

No Muos! No Sigonella! No War!

La lotta non si arresta!

SIETE INVITATI A PARTECIPARE AL NOSTRO PROGRAMMA NO MUOS

Sabato 19 maggio manifestazione regionale No MUOS a Ragusa, Concentramento ore 15 piazza Stazione

Sabato 30 giugno corteo No MUOS a Caltagirone, Concentramento ore 15 davanti al Tribunale

Dal 2 al 5 agosto Campeggio e manifestazione nazionale No MUOS, in c.da Ulmo a Niscemi (CL)

ALTRE INIZIATIVE IN SICILIA

25 aprile corteo partigiano e antifascista Catania

29 aprile giornata per la libertà di circolazione Palermo

29 aprile pedalata per la Palestina Catania

1 maggio pro-palestina a Catania

8 maggio a catania contro la partenza del giro d’Italia da Israele

19 maggio corteo contro le morti sul lavoro Siracusa

Movimento NO MUOS

APPELLO NAZIONALE CONTRO LA GUERRA

APPELLO NAZIONALE CONTRO LA GUERRA
Sabato 21 aprile manifestazione a Sigonella

La guerra è iniziata. I fascismi imperversano. Le minacce di queste ultime settimane da parte di Usa, Francia e Gran Bretagna contro la Siria si sono trasformate in realtà con un attacco missilistico notturno a Damasco e ad altre cittadine. La Siria rimane un terreno di scontro interimperialistico di cui fanno le spese soprattutto i civili. Come già con l’Iraq e la Libia, si cercano pretesti per azionare il grilletto; stavolta si è trattato di un presunto uso di armi chimiche da parte del governo di Assad. I governi di USA, Francia e Gran Bretagna però non vengono minimamente scossi di fronte ai continui e reali massacri operati dai loro alleati: quello dei palestinesi da parte dell’esercito israeliano; quello dei curdi ad Afrin, da parte della Turchia di Erdogan in complicità con Isis, quello del popolo yemenita da parte dell’Arabia Saudita.

L’Italia ancora un volta adotta un falso neutralismo che nasconde il suo essere schierata dalla parte delle politiche di guerra statunitensi e di essere esportatrice di ordigni che uccidono da anni popolazioni della regione mediorentale. Qui la tensione continua a restare altissima, con Usa e Giordania adesso impegnati nell’esercitazione militare (terrestre e aeronavale) denominata “Eager Lion”: la più grande prova di guerra in Medioriente che per due settimane schiera circa 7000 militari lungo i confini giordani affacciati sulla Siria. Anche in questo caso, l’Italia non fa mancare il suo appoggio: una delle navi statunitensi partecipanti all’esercitazione, la Uss New York, il 12 aprile è infatti partita dal porto di Augusta carica di truppe ed elicotteri d’assalto. Tra gli scenari simulati durante il war game c’è anche un attacco chimico: chiara allusione ai crimini contro i civili di cui è accusato il regime di Assad.

Quella che si sta giocando in Siria è una questione di vitale importanza per la sopravvivenza delle politiche imperialiste di tanti stati, non esclusa l’Italia che, per non restare fuori dall’eventuale spartizione, mette a disposizione il suo territorio.
Con Aviano (da dove sono decollati gli F-16 Usa schierati nel Mediterraneo), Sigonella (capitale dei droni), il porto nucleare di Augusta e le basi MUOS e NRTF di Niscemi, centrali nella gestione delle informazioni militari, l’Italia si conferma ancora una volta la portaerei degli Stati Uniti nel cuore del Mediterraneo.
In questo scontro fra potenze imperialiste, dove Russia e Usa hanno un ruolo di primaria importanza, in gioco c’è la ripartizione e l’allargamento delle sfere di influenza in Medioriente, l’eliminazione dei concorrenti, il tentativo di sottrarre terreno al nemico, la sopravvivenza dell’economia capitalistica di queste potenze, la fine di ogni tentativo di autodeterminazione popolare.

Noi siamo a fianco del popolo siriano che resiste e di tutti i popoli soggetti ad aggressione e costretti a vivere in uno stato di guerra permanente. Non saranno le politiche imperialiste e le loro guerre a determinare l’uscita dalla crisi.
Per noi soltanto l’uscita da questo sistema economico che ci sfrutta e che per reggersi deve sostenere la guerra (le spese militari aumentano nel 2018 a 68 milioni di euro al giorno mentre diminuiscono notevolmente i finanziamenti alla spesa sociale), ci potrà dare un futuro diverso. Un futuro di pace e solidarietà tra i popoli che passa attraverso la piena smilitarizzazione della Sicilia e del Mediterraneo.

Stop ai bombardamenti in Siria e ovunque!

Pace, giustizia e autodeterminazione per i popoli ribelli!

Denunciando la complicità diretta di due ditte, a radicamento nazionale, nella costruzione delle basi di Sigonella e del MUOS, rispettivamente Cmc e Gemmo impianti, proponiamo per sabato 21 aprile una giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra.

In Sicilia:
Sabato 21 Aprile manifestazione davanti ai cancelli di Sigonella, ore 15.00
8 maggio manifestazione a Catania per la Palestina contro la partenza del giro d’Italia da Israele
Sabato 19 maggio corteo No Muos a Ragusa, Concentramento ore 15 piazza Stazione
Sabato 30 giugno corteo No Muos a Caltagirone, Concentramento ore 15 davanti al Tribunale
Campeggio e manifestazione nazionale, c.da Ulmo, Niscemi dal 2 al 5 agosto

Movimento NO MUOS

DA CATANIA DONNE PER LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA AFRIN È OVUNQUE!

12/03/2018

Alcune donne dei movimenti sociali catanesi sono scese in piazza Stesicoro il 10 marzo portando solidarietà al Movimento di liberazione delle donne kurde che si pone l’obbiettivo Rivoluzionario di contrapporsi al sistema oppressivo statalista, patriarcale e capitalista. Questo vuole essere il nostro inizio di un percorso di solidarietà a Catania.

Il movimento di liberazione del popolo kurdo si è affermato in Rojava nel Nord della Siria grazie soprattutto alla maggioritaria ed eroica partecipazione delle formazioni volontarie di autodifesa delle donne (YPJ).

Sempre in Siria anche il cantone di Afrin, che è popolato per la gran parte dai kurdi, hanno dichiarato nel 2012 l’autogoverno aderendo al Confedaralismo Democratico del Rojava. Dopo i recenti cambi di equilibri nella ragione lo stato turco ha lanciato un’operazione di invasione il 20 gennaio ipocritamente chiamata “Ramoscello d’ulivo” ampiamente appoggiata da gran parte della popolazione turca vittima di una propaganda intensiva di un governo fascista e imperialista.

L’esercito turco invasore e le bande jihadiste sue alleate si sono avvicinate alla città da diversi lati e da ieri sera quasi completamente accerchiandola, chiudendo così ogni possibilità di far arrivare approvvigioni. Quest’area ad alta densità di popolazione civile e numerosissimi rifugiati (un milione e mezzo di persone) è criminalmente assediata. Mancano quasi tutti i generi di prima necessità. Adesso il rischio concreto è che nelle prossime ore ci sia una situazione sempre più critica. Già questa mattina si sono intensificati i bombardamenti della città. Questo è l’inizio ufficiale di una gravissima emergenza umanitaria, un bagno di sangue già annunciato da mesi, perpetrato sotto le bandiere della NATO e con mezzi militari italiani venduti alla Turchia. Un attacco cui stanno resistendo da quasi due mesi i rivoluzionari curdi, arabi, assiri, turcomanni, armeni e i molti internazionalisti occidentali presenti, tra cui decine di italiani. E il silenzio più totale della comunità internazionale.

La resistenza kurda e gli internazionalisti presenti assieme alla popolazione del cantone nelle quotidiane assemblee democratiche popolari hanno scelto di rimanere nelle proprie case e resistere strada per strada riuscendo a tener testa all’avanzata dell’esercito turco fino a oggi, nonostante abbiano bombardato zone civili 1026 volte in 47 giorni, colpendo queste aree con artiglieria pesante 3307 volte (dati risalenti a due giorni fa ancora da aggiornare)

Uniamo la nostra voce a quella della solidarietà internazionale affinché si fermi questo tragico massacro chiedendo anche noi con forza che sia fermato il progetto di pulizia etnica che Erdogan e i jihadisti vogliono attuare sulla popolazione di Afrin contro il progetto del Confedaralismo Democratico del Rojava che rappresenta un modello nel Medio Oriente e nel mondo di convivenza pacifica tra varie etnie e religioni.
Quindi invitiamo tutti a fare pressioni ovunque affinché:
– Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si batta urgentemente in difesa della Risoluzione 2401, per non lasciare che il regime turco venga meno alle responsabilità per le proprie azioni nella regione di Afrin, Siria.
– La comunità internazionale metta subito in atto il cessate-il-fuoco del Consiglio di Sicurezza ONU e garantisca la consegna di aiuti umanitari e sanitari per coloro che ne hanno disperato bisogno, ad Afrin e Ghouta.
– L’immediato ripristino di una zona di non sorvolo sulla regione di Afrin per preservare vite e abitazioni civili, infrastrutture civili, monumenti significativi e siti di rilevanza culturale. Invitiamo la comunità internazionale ad aiutare la messa in atto della NO FLY ZONE con truppe di pace e delegazioni di osservatori.

Facciamo inoltre nostro l’appello del movimento di liberazione delle donne curde, lanciato l’8 marzo:
“…Mettiamoci assieme e assieme sviluppiamo la necessaria teoria, programmi, organizzazione, e piani di azione per la liberazione della donna. Con la coscienza che solo una lotta organizzata può portarci risultati, aumentiamo l’organizzazione in tutte le sfere della vita. Collettivizziamo le nostre coscienze, forza di analisi, esperienze di lotta, e prospettive per creare le nostre alleanze democratiche. Non lottiamo le une separate dalle altre – Lottiamo assieme!
E, lungo il percorso, trasformiamo il ventunesimo secolo nell’era della liberazione della donna!
Perché questo è esattamente il momento giusto! È il momento per la rivoluzione delle donne!
Afrin è ovunque, e ovunque è resistenza!
Evviva la lotta universale di liberazione delle donne!

#WOMENRISEUPFORAFRIN
#DEFENDAFRIN

DONNE-VITA-RIVOLUZIONE

link al video: https://www.youtube.com/watch?v=03swfDukyew&feature=youtu.be